Schiavismo dell’euro, la crisi indotta

lira euro

di Vincenzo Spina

Disoccupazione in aumento, svendita dei beni pubblici, controllo sociale, fino a d arrivare a causare gesti estremi delle persone come i suicidi e le rivolte. Le misure di austerity stanno portando gli italiani ad un’alienazione da se stessi oramai non più accettabile. Eppure tutto nasce da misure politiche che possono essere modificate. Si parla di inevitabilità di tali misure e di controllo del debito pubblico, ma non è così!

La crisi è parte di un piano di controllo. Per capire cosa sta realmente accadendo, senza cadere nei facili complottismi, è necessario conoscere qualche nozione basilare di economia.

Qualunque economia di qualunque stato è caratterizzata da tre componenti, tre insiemi non intersecabili tra loro: la componente statale/governativa/pubblica, formata da tutti gli enti di diritto pubblico nazionali, la componente privata, formata da tutte le aziende private nazionali, e quella estera, formata dalle aziende private e dagli enti di diritto pubblico degli stati esteri.

Ogni componente ha i suoi bilanci.

Presumiamo che una immutabile quantità di moneta, appartenente ad uno stato, giri tra questi tre settori e tale quantità non possa variare. Come ben sapete, ad ogni chiusura ciclica di bilancio esso si può giudicare in attivo o in passivo facendo la banale, sottrazione: entrate meno uscite.

Se il settore privato ha bisogno di essere in attivo dovrà necessariamente vendere i propri beni e servizi al settore pubblico i quali pertanto saranno in passivo. Se un’azienda vende viti e bulloni e tali beni vengo acquistati da una azienda locale, che produce auto, rimarrà la stessa somma di denaro nel settore privato e non entra nulla (quindi niente attivo) nel bilancio di settore. Quando tali beni o sevizi vengono acquistati, dalla componente statale o estera, allora avremo un attivo e la componente estera o statale avrà un passivo. Non è possibile fare affidamento sulla componente estera perché si tratta comunque di un’economia variabile e inaffidabile.

Se uno stato a moneta sovrana vuole garantire stabilità economica per tutti, pertanto, deve agire esso stesso, spendendo denaro, per creare un attivo nel settore privato. In tale modo lo stato sarebbe in deficit poiché spenderebbe senza avere entrate che coprano le uscite .

In definitiva se poniamo G il settore pubblico, P il settore privato ed E quello estero avremo tale equazione G+P+E=0. Solo il settore pubblico si può permettere un periodo di deficit secolare come avviene in tutti i paesi del mondo senza che ci siano forti ripercussioni economiche; anzi, i periodi di crisi sono coincisi o immediatamente succeduti a periodi di austerità da parte degli stati.

Non spendere a deficit, inserendo anche in costituzione il pareggio di bilancio significa NON FAR CIRCOLARE MONETA E CONDANNARE L’ECONOMIA NAZIONALE .

In Italia però abbiamo un altro problema: siamo nell’euro. Questo richiede conoscere il concetto di moneta sovrana o non sovrana. Uno stato a moneta sovrana emette la moneta e la spende per primo, senza essere vincolato dal tasso di cambio fisso con altre monete o dallo standard aureo e da alcun limite di emissione. L’Euro non è una moneta sovrana perché lo stato non la emette ne la spende per primo, anche se la BCE non ha vincoli di emissione.

In questo caso lo stato è relegato al ruolo di una qualunque famiglia che per spendere la propria moneta se la deve prima guadagnare o facendosi prestare soldi, ovvero vendendo titoli di stato (quando vengono restituiti vanno pagati gli interessi a chi gli ha comprati), o stringendo la cinghia ovvero tassando i cittadini, o ancora svendendo i gioielli di famiglia ovvero privatizzando.

L’entrata in Europa non è un caso, è frutto di anni di pressioni delle tecnocrazie europee per controllare le masse. Le crisi nella zona Euro hanno una precisa motivazione: la mancanza di sovranità monetaria. Tutto ciò è stato progettato, e attuato, con azioni quasi secolari di controllo delle teorie economiche nelle università e nella politica, con la creazione dei primi organismi europei e la falsa paura del debito pubblico. Ora tocca a noi svegliarci e capire cosa sta accadendo.

Se uno stato sovrano può creare moneta nulla impedirebbe in esso la creazione di politiche per la piena occupazione per tutti.

Per non essere prolisso non aggiungo altro ma sappiate che tutto quello che ho scritto fa parte di una teoria economica chiamata Modern Money Theory (Teoria della Moneta Moderna) .

Approfondimenti:

Il giornalista Paolo Barnard ha introdotto al grande pubblico la MMT con il suo documento, comprensibile a tutti, “Il più grande crimine”, scaricabile gratuitamente qui

http://paolobarnard.info/docs/ilpiugrandecrimine2011.pdf

Per le “nonne”, invece, c’è l’ancora più semplice “Nonna ti spiego la crisi”, sempre di Barnard,

http://memmt.info/site/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica/

Dopo tale diffusione si è tenuto un grande incontro, dal 24 al 26 febbraio 2012, a Rimini, durante il quale sono intervenuti cinque economisti internazionali. In seguito c’è stato stato un secondo a novembre 2012 sempre a Rimini. Da questi due congressi sono nate due associazioni nazionali: la Mosler Economic Modern Money Theory (MEMMT) ed Economia Per I Cittadini (EPIC) qui i due link

http://memmt.info/

http://economiapericittadini.it/

Ulteriori approfondimenti inglese :

http://neweconomicperspectives.org/

Libro : L . Randal Wray “Understanding Modern Money”

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