Bhagavad Gita canto 4 ver. 1-42

krishna Kriya Yoga

1 La conoscenza trascendentale Il Signore Supremo, Sri Krishna, disse: Ho insegnato questa scienza immortale dello yoga a Vivasvan, il dio del sole, e Vivasvan l’ha insegnata a Manu, il padre del genere umano; Manu a sua volta, l’ha insegnata a Iksvaku.
2 Questa scienza suprema fu così trasmessa in successione da maestro a discepolo, e i re santi la ricevettero in questo modo; nel corso del tempo, tuttavia la catena di maestri si è interrotta e questa scienza così com’è sembra perduta.
3 Oggi, questa antichissima scienza della relazione col Supremo la espongo a te, perché tu sei Mio devoto e Mio amico e puoi quindi capirne il mistero trascendentale.
4 Arjuna disse: Vivasvan, il dio del sole, è nato molto prima di Te. Come concepire dunque che sia stato Tu all’inizio a impartirgli questa scienza?
5 Il Signore Supremo disse: Entrambi, tu ed Io, abbiamo attraversato innumerevoli nascite. Io posso ricordarle tutte, ma tu non puoi, o vincitore del nemico.
6 Anche se Io sono il non nato e il Mio corpo trascendentale non si deteriora mai, anche se sono il Signore di tutti gli esseri viventi, discendo in ogni era nella Mia forma originale e trascendentale.
7 Ogni volta che in un luogo dell’universo la religione declina e l’irreligione avanza, o discendente di Bharata, Io vengo in persona.
8 Discendo di era in era per liberare le persone pie, per annientare i miscredenti e ristabilire i princìpi della religione.
9 Colui che conosce la natura trascendentale della Mia apparizione e delle Mie attività, o Arjuna, non dovrà più nascere in questo mondo materiale quando avrà lasciato il corpo, ma raggiungerà la Mia eterna dimora.
10 Liberi dall’attaccamento, dalla paura e dalla collera, pienamente assorti in Me e cercando rifugio in Me, numerosi furono coloro che nel passato si purificarono imparando a conoscerMi, e tutti svilupparono così un amore trascendentale per la Mia Persona.
11 Tutti seguono la Mia via in un modo o nell’altro, o figlio di Pritha, e nella misura in cui si abbandonano a Me, Io li ricompenso.
12 In questo mondo gli uomini aspirano al successo nel compimento dell’attività interessata, perciò adorano gli esseri celesti; certamente quaggiù raccolgono in breve tempo il frutto del loro lavoro.
13 Io ho creato le quattro divisioni della società umana sulla base delle tre influenze della natura materiale e delle attività ad esse collegate; sappi però che sebbene Io sia il creatore di questo sistema, non agisco all’interno di esso perché sono immutabile.
14 Non c’è azione che Mi contamini né Io aspiro ai frutti dell’azione. Comprendendo questa verità sulla Mia Persona, nessuno s’impiglia più nelle reazioni dell’attività interessata.
15 Tutte le anime liberate del passato agirono nella comprensione della Mia natura trascendentale. Compi dunque il tuo dovere seguendo il loro esempio.
16 Anche l’uomo intelligente resta perplesso nel determinare ciò che è l’azione e ciò che è l’inazione. Ora ti spiegherò che cosé l’azione e con questa conoscenza ti libererai da ogni avversità.
17 La natura intricata dell’azione è molto difficile da capire; si deve quindi determinare in modo appropriato che cosa sono l’azione proibita e l’inazione.
18 L’uomo che vede l’inazione nell’azione, nell’inazione si distingue per la sua intelligenza e sebbene s’impegni in attività di ogni genere è situato sul piano trascendentale.
19 L’uomo che agisce libero da ogni desiderio di gratificazione dei sensi è da considerarsi situato nella piena conoscenza. Di lui i saggi affermano che il fuoco della perfetta conoscenza ha ridotto in cenere le conseguenze dei suoi atti.
20 Abbandonando ogni attaccamento ai risultati dall’azione, sempre soddisfatto e indipendente, egli non compie atti interessati, benché sia impegnato in ogni genere di attività.
21 Un uomo dotato di tale comprensione agisce con mente e intelligenza perfettamente controllate, abbandona ogni desiderio di possesso e agisce solo per provvedere alle sue strette necessità vitali. Così facendo non è colpito dalle reazioni del peccato.
22 Chi è soddisfatto di ciò che giunge spontaneamente, chi è libero dalla dualità e dall’invidia, ed è equanime nel successo e nel fallimento, benché agisca non rimane mai legato dalle sue attività.
23 Le azioni dell’uomo che non subisce le influenze della natura materiale ed è pienamente situato nella conoscenza trascendentale si fondono completamente nella Trascendenza.
24 La persona pienamente assorta nella coscienza di Krishna è sicura di raggiungere il regno spirituale grazie al suo pieno contributo alle attività spirituali, in cui la consumazione è assoluta e ciò che è offerto partecipa della medesima natura spirituale.
25 Alcuni yogi adorano perfettamente gli esseri celesti con l’offerta di sacrifici, altri offrono sacrifici nel fuoco del Brahman Supremo.
26 Alcuni [i puri brahmacari] sacrificano l’udito e gli altri sensi nel fuoco della mente controllata, e altri [i grihastha] sacrificano gli oggetti dei sensi nel fuoco dei sensi.
27 Altri ancora, interessati a raggiungere la realizzazione spirituale controllando la mente e i sensi, offrono le funzioni dei sensi e del soffio vitale come oblazione nel fuoco della mente controllata.
28 Seguendo rigidi voti, alcuni sono illuminati dal sacrificio dei beni materiali e altri dal compimento di severe austerità, altri ancora dalla pratica dello yoga mistico in otto fasi, oppure dallo studio dei Veda al fine di acquisire la conoscenza trascendentale.
29 Alcuni, inoltre, cercano l’estasi col controllo del respiro e si esercitano a fondere il soffio espirato nel soffio inspirato, e il soffio inspirato in quello espirato, giungendo così a sospendere ogni respirazione e a conoscere l’estasi. Altri ancora, limitando il nutrimento, sacrificano il soffio espirato in se stesso.
30 Tutti coloro che conoscono lo scopo del sacrificio si purificano dalle reazioni del peccato, e avendo gustato il nettare dei frutti del sacrificio avanzano verso la suprema ed eterna atmosfera.
31 O migliore della dinastia Kuru, senza sacrifici non si può vivere felici su questo pianeta o in questa vita; che dire della prossima?
32 Tutti questi differenti sacrifici sono approvati dai Veda e sono concepiti secondo le diverse forme di attività. Sapendo questo, sarai liberato.
33 O vincitore del nemico, il sacrificio compiuto in conoscenza è superiore al semplice sacrificio dei beni materiali perché in realtà il sacrificio dell’azione culmina nella conoscenza trascendentale, o figlio di Pritha.
34 Cerca di conoscere la verità avvicinando un maestro spirituale, ponigli delle domande con sottomissione e servilo. L’anima realizzata può rivelarti la conoscenza perché ha visto la verità.
35 E quando avrai acquisito la vera conoscenza da un’anima realizzata non cadrai mai più nell’illusione perché grazie a questa conoscenza capirai che tutti gli esseri sono parte del Supremo; in altre parole, essi Mi appartengono.
36 Anche se tu fossi considerato il peggiore dei peccatori, una volta salito sul vascello della conoscenza trascendentale riuscirai a superare l’oceano della sofferenza.
37 Come il fuoco ardente riduce in cenere il legno, o Arjuna, così il fuoco della conoscenza riduce in cenere tutte le reazioni delle attività materiali.
38 In questo mondo è così sublime e puro come la conoscenza trascendentale. Tale conoscenza è il frutto maturo di ogni misticismo. Chi è diventato perfetto nella pratica del servizio devozionale gode in se stesso di questa conoscenza nel corso del tempo.
39 L’uomo di fede, che è votato alla conoscenza trascendentale e domina i sensi, è idoneo a ottenere tale conoscenza, e dopo averla raggiunta conquista presto la suprema pace spirituale.
40 Ma gli uomini ignoranti e privi di fede che dubitano delle Scritture rivelate non possono diventare coscienti di Dio e si degradano. Per colui che dubita non c’è felicità né in questa vita né nella prossima.
41 L’uomo che agisce nel servizio devozionale rinunciando ai frutti dell’azione, e ha eliminato i dubbi con la conoscenza trascendentale, è fermamente stabilito nel sé; non è quindi legato dalle conseguenze dell’azione, o conquistatore delle ricchezze.
42 I dubbi che sono sorti nel tuo cuore a causa dell’ignoranza devono dunque essere troncati con l’arma della conoscenza. Armato dello yoga, o Bharata, alzati e combatti.

Nel quarto capitolo Sri Krishna insegna ad Arjuna la “scienza immortale dello Yoga”, le Sue parole come dei semi contengono al loro interno i vari  percorsi del Vedanta, così estesi da poter essere contenuti nella sola esperienza dell’uomo, così grandi, da contenere la vita dell’uomo in tutti i suoi aspetti, integrati appunto dal cammino. Non è al mero studio intellettuale che sono dedicate queste parole, ne alla rinuncia presa come costrizione e manifestata come castrazione.

Come dice Sri Sathya Sai Baba nelle sue lezioni sulla Gita di “Filosofia dell’Azione”:

“Nessun Vedanta ha mai insegnato ad abbandonare la famiglia e i doveri inerenti allo stato sociale. Usate tutti i sensi in modo giusto ed etico, in accordo con il tempo e le circostanze. Ecco perché la Bhagavad Gita ci dice che la disciplina ed i limiti sono importanti. Se si segue una disciplina niente potrà farci male. Se prendiamo il cibo senza porre nessun limite, ciò porterà non pochi problemi. L’eccesso del cibo ci darà fastidi mentali. L’attaccamento è un tipo di malattia mentale. Attaccamenti limitati è sempre la cosa migliore”.

“I testi sacri hanno dichiarato che, insieme ai cinque sensi, vi è pure la mente che è considerata come il sesto senso. Questo senso è il maestro degli altri cinque. Se non ci fosse la mente questi dieci sensi [inteso come organi di azione e di conoscenza] non potrebbero funzionare. La mente ha la natura della Verità. Essa è parte della vita intima della persona.” (…) “La mente è un insieme di pensieri, essa non ha una forma specifica. Se le date fastidio con pensieri nati dal contatto degli organi sensoriali con gli oggetti, avrete sofferenze e problemi. Fate perciò uno sforzo per tenerla lontana dagli organi sensoriali, cioè impedirle di essere coinvolta dalle sensazioni derivanti da quegli organi. Il processo per il quale si distoglie la mente dagli oggetti è chiamato <<dhyana>> o meditazione e <<yoga>> o unione. La mente vuole avere la pace. Come il corpo abbisogna del riposo, così la mente vuole la pace. Come può ottenerla? Con il controllo del processo del pensiero”.

About pensieroperante