Bhagavad Gita canto 1 ver. 37-47

37. “Non è cosa degna uccidere i figli di Dhritaràshtra, nostri parenti. In verità, come potremmo esser felici, o Màdhava, dopo aver ucciso la nostra propria famiglia?
38-39. “Anche se loro, accecati dalla cupidigia, non vedono nessun male a distruggere la famiglia, nessun peccato a combattere gli amici, perché noi non dovremmo avere la saggezza di ritrarci davanti un peccato cosi grande, o Janàrdana, noi che vediamo nella distruzione della famiglia tutto il male possibile?
40. “La distruzione della famiglia causa la rovina delle tradizioni eterne; con il crollo delle tradizioni, il disprezzo dei doveri sottomette la famiglia tutta intera.
41. “Quando domina il disprezzo dei doveri, o Krishna, le donne della famiglia si corrompono; la corruzione delle donne, o Discendente dei Vrishni, determina la confusione delle caste.
42. “Questa confusione vale l’inferno per i distruttori della famiglia e per la famiglia stessa; soccombono anche gli spiriti degli antenati, privati d’offerte e di libagioni .
43-44. “Questi misfatti, compiuti dai distruttori della famiglia, conducono alla confusione delle caste; le eterne leggi della razza e la legge morale della famiglia vengono così infrante. E gli uomini, dalle tradizioni familiari corrotte, sono inevitabilmente votati all’inferno, o Janàrdana. Così ci è stato detto.
45. “In verità, un gran peccato stavamo per commettere, noi che cercavamo di massacrare la nostra gente per la brama dei piaceri di un regno.
46. “È meglio per me che i figli di Dhritaràshtra mi uccidano nella battaglia, disarmato e senza resistere.”
Sanjaya disse:
47. Avendo così parlato sul campo di battaglia, Arjuna, con l’animo angosciato, si accasciò sul sedile del carro, lasciando cadere l’arco divino e la faretra inesauribile.

Qual è dunque la difficoltà per l’uomo che deve accettare il mondo così com’è, che in questo mondo deve agire, ma che vorrebbe vivere nel proprio intimo la vita spirituale? Qual è dunque l’aspetto dell’esistenza che terrorizza la sua mente […]? È l’esistenza del mondo e l’esistenza umana che avanzano attraverso lotta e stragi; l’aspetto interiore è l’Essere universale che realizza sé stesso in una vasta creazione e in una vasta distruzione.

Sri Aurobindo – Lo Yoga della Bhagavad Gita

L’accettazione di ciò che viviamo nella nostra attualità, quella sintesi di morte e vita, di caos e ordine, va accettata e vista con distacco, in quanto essa è rappresentazione della distruzione che si compie al nostro interno, nel momento che realizziamo L’Essere.

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