Bhagavad Gita canto 7 ver. 1- 30

LA CONOSCENZA DELL’ASSOLUTO

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1 La conoscenza dell’Assoluto Dio, la Persona Suprema, disse: O figlio di Pritha, ascolta ora in che modo praticando lo yoga nella piena coscienza di Me, con la mente fissa in Me, potrai conoscerMi completamente, libero da ogni dubbio.
2 Ora ti rivelerò in modo completo questa sapienza del fenomeno e della conoscenza che l’accompagna*, al di là della quale nient’altro ti resta da conoscere.
3 Tra migliaia di uomini forse uno cercherà la perfezione, e tra coloro che la raggiungono, raro è colui che Mi conosce veramente.
4 Terra, acqua, fuoco, aria, etere, mente, intelligenza e falso ego – questi otto elementi, distinti da me, costituiscono la Mia energia materiale.
5 O Arjuna dalle braccia potenti, oltre a questa energia ne esiste un’altra, la Mia energia superiore, costituita dagli esseri viventi che sfruttano le risorse dell’energia inferiore, la natura materiale.
6 Tutti gli esseri creati hanno origine da queste due nature. Sappi per certo che di tutto ciò che è materiale e di tutto ciò che è spirituale in questo mondo Io sono l’origine e la fine.
7 O conquistatore delle ricchezze, non esiste verità superiore a Me. Tutto su Me riposa come perle su un filo.
8 Sono il sapore dell’acqua, o figlio di Kunti, la luce del sole e della luna e la sillaba om nei mantra vedici. Sono il suono nell’etere e l’abilità nell’uomo.
9 Sono il profumo originale della terra e il calore del fuoco. Sono la vita di tutto ciò che vive e l’austerità dell’asceta.
10 O figlio di Pritha, sappi che Io sono il seme originale di tutte le esistenze. Sono l’intelligenza dell’intelligente e la potenza del potente.
11 Sono la forza del forte, scevra di desiderio e di passione. Sono l’unione sessuale che non è contraria ai princìpi della religione, o signore dei Bharata [Arjuna].
12 Sappi che ogni condizione dell’essere, sia essa in virtù, in passione o in ignoranza, è una manifestazione della Mia energia. In un certo senso Io sono ogni cosa, ma rimango indipendente. Non sono soggetto alle influenze della natura materiale in quanto esse sono in Me.
13 Illuso dalle tre influenze materiali [virtù, passione e ignoranza], il mondo intero non Mi conosce, non sa che trascendo ogni influenza e sono inesauribile.
14 Questa mia energia divina, costituita dalle tre manifestazioni (influenze) della natura materiale, è difficile da superare, ma coloro che si abbandonano a Me ne varcano facilmente i limiti.
15 Gli stolti, gli ultimi tra gli uomini, coloro la cui conoscenza è stata rubata dall’illusione e coloro che hanno una natura atea e demoniaca sono tutti miscredenti e non si arrendono a Me.
16 O migliore dei Bharata, quattro categorie di uomini virtuosi si avvicinano a Me con devozione – gli infelici, coloro che desiderano la ricchezza, i curiosi e coloro che aspirano a conoscere l’Assoluto.
17 Tra tutti, colui che ha la conoscenza perfetta ed è sempre impegnato nel puro servizio devozionale è il migliore. Io gli sono molto caro e lui è molto caro a Me.
18 Tutti questi devoti sono certamente grandi anime, ma Io considero come Me stesso solo colui che Mi conosce veramente. Assorto nel Mio servizio trascendentale, tale devoto senza dubbio raggiunge Me, la destinazione più alta e perfetta.
19 Dopo molte nascite e morti chi è situato nella vera conoscenza si sottomette a Me sapendo che Io sono la causa di tutte le cause e sono tutto ciò che esiste. Un’anima così grande è molto rara.
20 Coloro la cui intelligenza è stata rubata dai desideri materiali si sottomettono agli esseri celesti e seguono, ciascuno secondo la propria natura, le norme relative al loro culto.
21 Sono nel cuore di ognuno nella forma di Anima Suprema. Non appena un uomo desidera adorare un essere celeste, Io rafforzo la sua fede in modo che egli possa dedicarsi a una particolare divinità.
22 Colmo di questa fede, egli si sforza di adorare un particolare essere celeste e ottiene ciò che desidera, ma in realtà tali benefici sono concessi da Me soltanto.
23 Uomini di scarsa intelligenza adorano gli esseri celesti e ottengono frutti limitati e temporanei. Chi adora gli esseri celesti raggiunge i pianeti degli esseri celesti, ma i Miei devoti raggiungono alla fine il Mio pianeta supremo.
24 Gli uomini privi d’intelligenza, che non Mi conoscono veramente, pensano che Io, Krishna, la Persona Suprema, sia stato in precedenza impersonale e abbia ora assunto questa personalità. A causa della loro scarsa conoscenza ignorano la Mia natura superiore, che è immutabile e suprema.
25 Io non mi rivelo mai agli sciocchi e agli ignoranti. Per loro rimango nascosto dalla Mia potenza interna, perciò essi non sanno che Io sono non nato e infallibile.
26 O Arjuna, poiché Io sono Dio, la Persona Suprema, conosco tutto del passato, del presente e del futuro. Conosco tutti gli esseri viventi, ma nessuno conosce Me.
27 O discendente di Bharata, conquistatore del nemico, tutti gli esseri viventi nascono nell’illusione, sopraffatti dalla dualità del desiderio e dell’avversione.
28 Le persone che furono virtuose nelle loro vite precedenti e in questa vita, le cui azioni colpevoli sono state completamente estirpate, sono libere dalla dualità nata dall’illusione e Mi servono con determinazione.
29 Le persone intelligenti che si sforzano di liberarsi dalla vecchiaia e dalla morte si rifugiano in Me col servizio devozionale. In realtà, esse sono situate al livello del Brahman perché hanno la completa conoscenza delle attività trascendentali.
30 Coloro che sono pienamente coscienti di Me e sanno che Io, il Signore Supremo, sono il principio che governa la manifestazione materiale, gli esseri celesti e tutti i sacrifici, possono capirMi e conoscerMi anche all’istante della morte.

*il noumeno, nel senso di dirigere la coscienza dal fenomeno alla coscienza stessa, un po’ come consigliava Nisargadatta

“Krishna esorta continuamente il suo discepolo a cercare rifugio in lui, ad unirsi a lui, a trovare l’Identità con lui; e la sua insistenza è senza dubbio necessaria perchè venendo meno questa condizione di identità, l’Iniziazione non può avere luogo.

L’istrutture divino rappresenta la mèta ben precisa e diretta di un processo cosmico incontrovertibile; […] l’Iniziazione Kshatriya (guerriero) esige lo slancio salutare di completa dedizione, di fedeltà e devozione alla volontà dell’Essere; nella lotta per l’Ideale e la giusta Causa il candidato effettua <<la rottura di livello>> dell’io con impeto di sacrificioe di immolazione, laddove il Jnani (uomo di conoscenza) la compie tramite la discriminazione intellettiva. Là c’è un forzare dal basso, qui un riconoscimento intuitivo di ciò che realmente si è. La ci sono azione e fuoco che spezzano, qui ci sono silenzio e meditazione – ricchi di suoni svelanti. […]

il movimento coscienziale di Arjuna lo si può osservare in questo schema:12788689_1035785806513118_1364114058_o

dall’introduzione di Raphael alla Bhagavad-Gita, Asram Vidya edizioni”

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